Master su violenza e discriminazione di genere: “Il gioco dei ruoli e i ruoli del gioco”

L’operatore come la vittima, come il carnefice e come il testimone

Ad aprile  prenderà avvio un Master su violenza e discriminazione di genere promosso dall’Istituto Miller di Firenze, un percorso professionalizzante per operatori del settore sanitario e sociale che sarà un aggiornamento sui nuovi modelli operativi e di intervento.

Qui potete trovare il programma definitivo.

Questo master è aperto a medici, psichiatri, psicologi, psicoterapeuti,  avvocati, forze dell’ordine, educatori, assistenti sociali, infermieri e tutte le figure professionali che hanno bisogno di strumenti per operare nel contesto della violenza di genere ed è indirizzato anche agli studenti universitari che desiderano una formazione specifica in questo ambito.

Ho l’onore di partecipare conducendo il 13 luglio un incontro all’interno del modulo “Ri-costruzione di un’identità maschile”, un incontro interamente attivo che coinvolgerà i partecipanti con diverse metodologie: quella psicodrammatica classica contaminata dal coinvolgimento dei ruoli tipico del LARP o gioco di ruolo dal vivo.

L’incontro si intitola infatti “Il gioco dei ruoli e i ruoli del gioco – L’operatore come la vittima, come il carnefice e come il testimone” e sarà una giornata dedicata a lavori esperienziali di tipo sociodrammatico per andare a fondo nella significazione dei ruoli sociali e nella loro messa in azione all’interno della dinamica della relazione d’aiuto in caso di violenza di genere.

Perché è solo attraverso il rispecchiamento dell’operatore e alla sua capacità d’ascolto senza pregiudizi discriminatori che si può cominciare ad intervenire culturalmente sull’abuso.

E’ per questo che non si parlerà di vittima, carnefice e testimone in modo generico ma tali ruoli saranno caratterizzati (come nel titolo) da un articolo determinativo e ri-significati sulla scena attraverso personaggi in carne ed ossa (interpretati e creati dai partecipanti) che non saranno solo una vittima ma saranno la vittima, quella vittima lì, con quella precisa storia, inserita in quel determinato contesto. E non si parlerà di carnefici che rispettano regole statistiche di tipo sociologico ma si indicherà il carnefice, quello specifico carnefice della storia che gli operatori stessi in modo corale creeranno. E infine, loro stessi saranno testimoni della storia vissuta e anche i testimoni che avranno il potere di cambiare le cose, intervenire sulla cultura e di trovare un modo collettivo, opportuno per sentirsi dentro un intervento utile.

Aspetto e aspettiamo chi vorrà esserci.

 

 

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